Crediti
Scenofonia e ambienti Roberto Tarasco
Con Davide Antenucci, Andrea Caiazzo, Pietro Maccabei, Lucia Raffaella Mariani, Eva Meskhi, Erica Nava, Enrica Rebaudo, Edoardo Roti, Letizia Russo, Lorenzo Tombesi, Gabriele Valchera
Produzione PoEM Impresa Sociale con Artisti Associati Gorizia
Con il supporto di 76° Ciclo Spettacoli Classici Teatro Olimpico di Vicenza
Info spettacolo
Ingresso libero fino a esaurimento posti
La tragedia di Eschilo si dichiara come “necessaria”, la matrice giusta che genera una presentazione adeguatamente complessa del nostro tempo. Al centro della scena il vissuto corale dei cittadini di Tebe fa da cassa di risonanza a quanto accade al di là delle mura della città e fa accadere in scena i rumori dell’assedio, i colori e le immagini terrificanti del nemico, dell’estraneo, dell’altro che da fuori spinge, e minaccia l’ordine della città dalle sette porte. Ma l’“altro” - come ci rivela l’inaspettato scontro alla porta settima tra i fratelli nemici Eteocle e Polinice - ha sempre le sembianze del fratello: la guerra è, sempre, guerra civile. Il copione è costruito incastonando nel testo di Eschilo brani di voci attuali: i giovani attori/ autori di PoEM si prendono la responsabilità di rappresentare i desideri, i punti di forza e di debolezza della loro generazione.
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