Sette a Tebe. Questo terribile amore per la guerra
Scenofonia e ambienti Roberto Tarasco
Con Davide Antenucci, Andrea Caiazzo, Pietro Maccabei, Lucia Raffaella Mariani, Eva Meskhi, Erica Nava, Enrica Rebaudo, Edoardo Roti, Letizia Russo, Lorenzo Tombesi, Gabriele Valchera
Produzione PoEM Impresa Sociale con Artisti Associati Gorizia
Con il supporto di 76° Ciclo Spettacoli Classici Teatro Olimpico di Vicenza
Ingresso libero fino a esaurimento posti
La tragedia di Eschilo si dichiara come “necessaria”, la matrice giusta che genera una presentazione adeguatamente complessa del nostro tempo. Al centro della scena il vissuto corale dei cittadini di Tebe fa da cassa di risonanza a quanto accade al di là delle mura della città e fa accadere in scena i rumori dell’assedio, i colori e le immagini terrificanti del nemico, dell’estraneo, dell’altro che da fuori spinge, e minaccia l’ordine della città dalle sette porte. Ma l’“altro” - come ci rivela l’inaspettato scontro alla porta settima tra i fratelli nemici Eteocle e Polinice - ha sempre le sembianze del fratello: la guerra è, sempre, guerra civile. Il copione è costruito incastonando nel testo di Eschilo brani di voci attuali: i giovani attori/ autori di PoEM si prendono la responsabilità di rappresentare i desideri, i punti di forza e di debolezza della loro generazione.
Tre Lai
Di Giovanni Testori
Lettura Sandro Lombardi
Regia Federico Tiezzi
Teatro Fuori Porta è un progetto ideato dal Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e realizzato con il contributo di Regione Lombardia
Biglietto unico senza posto assegnato
Cleopatràs, Erodiàs, Mater Strangosciàs
Uno dei vertici della scrittura di Giovanni Testori, i Tre lai sono tre lamenti d’amore e di morte in cui, dietro le figure di Cleopatra, Erodiade e della Madonna, si cela il canto profondamente autobiografico di un uomo davanti al mistero della vita.
Il trittico testoriano non è però un’opera sulla morte, ma un’indagine sulle forme dell’amore: quello vissuto e ricambiato di Cleopatràs, quello desiderato e irraggiungibile di Erodiàs, quello assoluto e incondizionato del dono di sé in Mater Strangosciàs. Tre monologhi in cui il mito si intreccia alla memoria personale dello scrittore, in un viaggio attraverso i luoghi dell’infanzia, i paesaggi della Brianza e del lago, dove la dimensione privata diventa materia
universale.
La regia di Federico Tiezzi e l’interpretazione di Sandro Lombardi restituiscono la forza essenziale di una scrittura visionaria, affidata alla sola presenza dell’attore: un corpo e una voce che danno forma ai sentimenti più profondi, trasformando il lamento delle tre protagoniste in un unico, struggente canto d’amore verso la vita.
Le due Americhe. Viaggio musicale tra Nord e Sud
I solisti della Sinfonica di Milano
Luca Santaniello, violino
Lycia Viganò, violino
Gabriele Mugnai, viola
Mario Shirai Grigolato, violoncello
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Due continenti ideali convivono nel Nuovo Mondo: da una parte le grandi metropoli, il jazz e Broadway; dall'altra il tango, le melodie popolari e la nostalgia delle città sudamericane. Dal Quartetto “Americano” di Dvořák alle pagine di Bernstein, Gershwin, Gardel e Piazzolla, il programma attraversa un universo musicale ricco di contrasti e suggestioni.
Programma
Antonín Dvořák – Quartetto n.12 op.96 “Americano”
Leonard Bernstein – West Side Story
George Gershwin – Walking the Dog, Summertime
Carlos Gardel – La Cumparsita, Por una cabeza
Astor Piazzolla – Adios Nonino, Milonga del angel, Oblivion, Libertango
Mistero buffo. Il primo miracolo di Gesù bambino e la Parpàja topola
Di Dario Fo e Franca Rame
Interpretazione e regia Ugo Dighero
Produzione Teatro Nazionale di Genova
In occasione del centenario della nascita di Dario Fo
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Ugo Dighero rivisita nella sua chiave personale due grandi monologhi di Dario Fo e Franca Rame: Il primo miracolo di Gesù bambino e La parpàja topola. Tra i più famosi del repertorio di Fo, questi due brani uniscono un grande divertimento a un forte contenuto, il tutto condito con la leggerezza e la poesia tipici dei racconti dell’autore italiano più rappresentato nel mondo. Il ritmo incalzante e l’interpretazione simultanea di tutti i personaggi delle due storie consentono a Dighero di mettere in campo le sue brillanti capacità attoriali, dando vita a una galoppata teatrale che lascia senza fiato.
Lo Schiaccianoci
Compagnia Il Balletto di Milano
Musiche P. I. Čajkovskij
Coreografia Federico Veratti, ripresa da Agnese Omodei Salè
Regia Agnese Omodei Salè
Scenografie Marco Pesta
Costumi Agnese Omodei Salè e Noemi Pace
La location verrà comunicata a breve
Liberamente ispirato al racconto di E.T.A. Hoffmann, Lo Schiaccianoci del Balletto di Milano reinterpreta il celebre capolavoro natalizio attraverso l’eleganza raffinata dello stile Art Déco. In questa nuova produzione, la magia della tradizione classica incontra atmosfere rétro, tra scenografie sontuose, costumi scintillanti e ambientazioni sospese tra sogno e realtà.
Guidata dall’enigmatica figura di Drosselmeier, Clara intraprende un viaggio iniziatico che attraversa mondi fantastici e paesaggi incantati, dove la gioia dell’infanzia, il coraggio, la meraviglia e la scoperta prendono forma attraverso la danza. Le coreografie accompagnano il susseguirsi di immagini suggestive, dalla battaglia tra topi e soldatini al candore dei Fiocchi di neve, fino allo splendore del Valzer dei Fiori e del Grand pas de deux.
Dal salone della festa natalizia al Regno della Fantasia, lo spettacolo diventa una fiaba senza tempo che celebra il potere dell’immaginazione, trasformando Lo Schiaccianoci in un’esperienza capace di incantare e coinvolgere spettatori di ogni età.
Fondazione
Teàrte Lecco
Fondazione Teàrte Lecco crede nel valore comunitario, educativo e creativo delle espressioni artistiche. Per questo sostiene il Teatro della Società e le maggiori proposte culturali cittadine di spettacolo dal vivo.
Press & News
Vivi lo spettacolo da vicino, rimani aggiornato sulle ultime novità del Teatro della Società e scopri le iniziative della Fondazione.
La cultura a Lecco non si ferma: una ministagione diffusa in città
In attesa della riapertura del Teatro della Società, Fondazione Teàrte, in accordo con il Comune di Lecco, propone una rassegna diffusa con spettacoli gratuiti in diversi luoghi della città.
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Quel ramo del lago è Jazz
Torna dall’8 all’11 luglio 2026 il Lecco Jazz Festival, giunto all’undicesima edizione. Cuore dell’edizione 2026 sarà il rinnovato Teatro della Societ, restituito alla città e pronto ad accogliere il programma principale del festival.
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